Archivio mensile: novembre 2014

Anche i cavallucci marini, nel loro piccolo…

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I cavallucci marini? Non nitriscono, naturalmente, ma in compenso ringhiano. È la curiosa scoperta fatta da un gruppo di biologi della Universidade Estadual da Paraíba a João Pessoa guidati da Tacyana Oliveira. Finora si pensava che i membri del genere Hippocampus comunicassero tra loro solo emettendo dei «click». Il team brasiliano ha visto invece che, in situazioni di perciolo, sono in grado di produrre anche un lievissimo ma, a detta degli esperti, minaccioso brontolio.

«La letteratura scientifica sul modo in cui i cavallucci marini comunicano è scarsa, così abbiamo deciso di investigare» spiega Tacyana Oliveira. «All’inizio ci interessavano i suoni prodotti Continua a leggere...

Il tramonto dell’innovazione: parla Mark Pagel

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La globalizzazione ci rende più collaborativi, ma meno originali e innovativi. «Lingue e dialetti stanno scomparendo a un ritmo sempre più elevato, sotto la spinta della tecnologia delle comunicazioni, del commercio globale e della facilità di viaggiare. Abbiamo oltre settemila lingue nel mondo, ma le dieci più diffuse (mandarino, inglese, spagnolo, hindi, bengalese, portoghese, russo, urdu, indonesiano e giapponese) sono parlate come lingua madre dal 50 per cento della popolazione e conosciute dal 90 per cento dell’umanità. Siamo instradati verso quella che io chiamo la fine dell’antropologia, visto che le diversità culturali si stanno estinguendo». A parlare è Mark Pagel, Continua a leggere...

Il mestiere dell’attore: parla Silvio Orlando

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I segreti della recitazione rivelati da uno degli interpreti italiani più importanti e amati: Silvio Orlando.

Cosa fa di un attore un bravo attore?

In un film, anche se fai una performance straordinaria, il risultato è sempre una media che è determinata dalla tua prestazione e da quella dei tuoi colleghi. Per me la cosa più importante, e anche la più difficile, è sentire gli altri attori e intonarsi con loro. Invece di chiedersi “Come dico questa battuta?”, bisognerebbe partire da “Come ascolto questa battuta?”. E’ lì che si crea la differenza tra un attore che riesce e uno che
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